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I FRANCHI E L'EPOPEA CAROLINGIA

I Franchi costituirono il più potente e duraturo regno barbarico del Medioevo. Essi erano originariamente divisi in due ceppi: i Franchi Ripuari, che vivevano presso le rive del fiume Reno, e i Franchi Salii, così chiamati perché erano insediati nei pressi del fiume Sala, nell'attuale Olanda. A partire dal IV secolo d.C. i Franchi, il cui nome significa "uomini liberi",  iniziarono a penetrare nel territorio della Gallia romana.

Nel 481 Clodoveo, della dinastia dei Merovingi (dal capostipite Meroveo), divenne re dei Franchi Salii. Egli può essere considerato come il fondatore del regno franco. Clodoveo intraprese guerre vittoriose contro tutti i regni vicini: sconfisse dapprima il romano Siagro (488), poi i Burgundi (500), gli Alemanni (506), i Visigoti (507), conquistando infine anche il regno dei Franchi Ripuari. Clodoveo era così riuscito a creare un vasto regno nel cuore dell'Europa. Egli è ricordato anche per essere stato il primo re barbaro a convertirsi al cattolicesimo.

Dopo la morte di Clodoveo (511) i Merovingi continuarono a regnare sui Franchi, ma l'incapacità per la dinastia di esprimere altri personaggi di spicco determinò il progressivo indebolimento del regno franco. L'inettitudine dei sovrani merovingi divenne celebre, tanto che essi si meritarono l'appellativo di "re fannulloni". L'autorità regia andava gradualmente svuotandosi, mentre specularmente si rafforzava la posizione del maggiordomo o "maestro di palazzo", una sorta di primo ministro che si occupava dell'amministrazione del territorio. Ad un certo punto quasi tutti i poteri si concentravano nelle mani del maestro di palazzo, restando al re un ruolo puramente formale ed un potere sostanzialmente platonico.

La carica di maestro di palazzo divenne ereditaria, appannaggio della dinastia dei Pipinidi (dal nome del suo fondatore, Pipino di Heristal). Il primo maestro di palazzo che salì alla ribalta della storia fu Carlo Martello. Nel 732 egli sconfisse i Saraceni nella celebre battaglia di Poitiers, impedendo così l'avanzata islamica in Europa. Il successore di Carlo Martello, Pipino il Breve, deposto l'ultimo sovrano merovingio, si proclamò re dei Franchi (751).

 

Pipino il Breve, invocato dal Papa, scese in Italia e sconfisse i Longobardi che volevano conquistare Roma. Pipino donò i territori dell'Italia centrale al Papa (756). Nasceva lo Stato della Chiesa.

Alla morte di Pipino il regno franco fu spartito tra i suoi figli, Carlo (che sarà poi noto come "Carlo Magno") e Carlomanno. La morte di Carlomanno fece sì che Carlo Magno diventasse sovrano dell'intero regno. Su invito del Papa, nel 774 Carlo Magno discese in Italia e sconfisse i Longobardi che avevano nuovamente minacciato Roma; le regioni centro-settentrionali della penisola furono annesse al regno franco. Carlo Magno condusse altre vittoriose campagne militari contro i Sassoni (che furono convertiti al cattolicesimo), gli Avari e i Saraceni. Il regno franco si estendeva ormai dai Pirenei all'Europa centrale, dal Mare del Nord alla Toscana. Carlo Magno poteva considerarsi come il sovrano indiscusso dell'Occidente. Il 25 dicembre dell'anno 800, il re franco fu incoronato imperatore a Roma da papa Leone III. Nasceva il Sacro Romano Impero, con capitale ad Aquisgrana. 

L'incoronazione di Carlo Magno

Un così vasto territorio era difficilmente governabile. Carlo Magno pensò di suddividerlo in territori più piccoli, i "feudi". A capo di ciascun feudo pose un suo dignitario di fiducia, il feudatario o vassallo, che aveva la funzione di rappresentare l'imperatore e amministrare il territorio locale, riscuotendo i tributi e comandando il piccolo esercito del luogo.  Sull'operato dei vassalli vigilavano i "missi dominici", inviati dall'imperatore. A loro volta i feudatari potevano suddividere il loro feudo affidandone porzioni di territorio a persone di fiducia, e così via. Nasceva il sistema feudale.

Durante il regno di Carlo Magno si produssero profonde innovazioni anche nel campo della cultura, tanto che il periodo è stato designato come "rinascimento carolingio". L'imperatore promosse l'alfabetizzazione e l'istruzione ordinando l'istituzione di scuole nei monasteri e nelle cattedrali. L'Accademia Paladina, nella quale insegnarono gli uomini più dotti dell'epoca - Alcuino, Eginardo, Paolo Diacono - divenne il faro della cultura carolingia.  

Finché Carlo Magno fu in vita, egli riuscì a tenere saldamente sotto controllo il territorio del Sacro Romano Impero. Ma alla sua morte (814) l'Impero fu conteso e diviso tra i suoi tre figli, mentre il potere centrale andava progressivamente indebolendosi a vantaggio dei feudatari. L'ultimo esponente della dinastia carolingia, Carlo il Grosso, fu deposto nell'887. I territori occidentali dell'Impero avrebbero costituito il nucleo della Francia, mentre il Sacro Romano Impero, la cui anima era ormai esclusivamente germanica, sarebbe stato protagonista della storia europea, tra alterne vicende, sino al 1806.