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Giovanna d'Arco, la Pulzella d'Orleans

Giovanna d’Arco nasce a Donremy, nella regione di Champagne, il 6 gennaio 1412, ultima di cinque figli. Suo padre  è un contadino. La Francia è dilaniata dalla guerra contro gli Inglesi, la sanguinosa Guerra dei Cent’Anni. Gli Inglesi occupano molti territori francesi. Nel 1422 muoiono Enrico V d’Inghilterra e Carlo VI di Francia; il giovane Enrico VI si proclama re di Francia e d’Inghilterra. Il successore legittimo di Carlo VI, Carlo VII, si rifiuta di riconoscerlo re, ma allo stesso tempo non può proclamarsi re egli stesso perché, per tradizione, la incoronazione dei Re di Francia deve avvenire nella cattedrale di Reims, allora sotto il dominio inglese.

La Francia è in difficoltà: il suo territorio è devastato dai nemici, le armate di Carlo VII sono ripetutamente sconfitte. Solo un miracolo potrebbe salvarla dalla disfatta.

Giovanna è una bambina diversa dalle altre. Trascorre molte ore del giorno a pregare, si confessa più volte al giorno. Inizia ad udire delle strane voci, ad avere visioni mistiche. Col tempo questi fenomeni si fanno più insistenti, finché Giovanna capisce che Dio le sta affidando una missione: salvare la Francia dal nemico. Nel marzo 1429, a diciassette anni, si reca a Chinon per incontrare Carlo VII. Il Delfino, incerto sulle reali intenzioni della ragazza, ordina ad uno suo fidato arciere di presentarsi come Carlo VII. Giovanna, che non ha mai visto il sovrano, non solo scopre l’inganno, ma riconosce il vero Delfino confuso tra la folla. Carlo VII, meravigliato e allo stesso tempo disperato, concede un colloquio privato alla giovane. Ella gli promette che, se le sarà messo a disposizione un esercito, libererà la Francia dagli invasori, perché Dio è con lei. Carlo VII le crede: in fondo non ha nulla da perdere, la Francia sta andando verso la disfatta, tanto vale sperare nel miracolo. A Giovanna viene affidato un esercito di alcune migliaia di uomini. La “Pulzella” non sa niente dell’arte bellica, non ha ricevuto alcuna istruzione, non sa né leggere né scrivere. Ma la cosa ancora più stupefacente, per quell’epoca, è vedere una donna alla testa di un’armata.

 

Giovanna decide di marciare alla volta di Orleans. La città, in mano agli Inglesi, è una delle più importanti del Paese anche per la sua posizione strategica. Giovanna. Dopo tre giorni di assedio (nei quali Giovanna viene anche ferita) la città è liberata. Questa è la prima di una serie di vittorie. Giovanna sa infiammare gli animi dei suoi soldati, imbaldanziti dalla conquista di Orleans e convinti di avere il favore divino, combattono con grande audacia e valore. Anche Reims viene liberata: il 17 luglio 1429 Carlo VII viene incoronato re di Francia. La Pulzella sembra invincibile, gli Inglesi, che l’avevano derisa, iniziano a temere che Dio sia veramente con lei.

Ma le cose iniziano a cambiare. Dopo l’incoronazione, Carlo VII non sembra più propenso ad attaccare, medita addirittura di chiedere la pace agli Inglesi. Enrico VI, dal canto suo, decide di reagire alle sconfitte subite sbarcando a Calais con un forte esercito. Gli Inglesi possono contare anche sull’alleanza con i Borgognoni, che invadono il territorio francese assediando Compiegne. Giovanna marcia in difesa della città. Il suo esercito, che Carlo VII non ha voluto rinforzare, decimato e stremato dalle battaglie, è ridotto a poche centinaia di uomini. L’esercito nemico è di gran lunga superiore. Giovanna e i suoi soldati combattono valorosamente ma non possono evitare la sconfitta: la Pulzella è catturata e fatta prigioniera dai Borgognoni (23 maggio 1430). I Borgognoni chiedono il riscatto sia ai Francesi che agli Inglesi, con l’intenzione di venderla al miglior offerente. Carlo VII, che non crede più in Giovanna, si rifiuta di pagare e la Pulzella è venduta agli Inglesi per diecimila ducati d’oro.

La Pulzella viene processata per eresia. Il tribunale che la giudica è composto da ecclesiastici e dottori dell’Università di Parigi. Giovanna si rifiuta di prestare giuramento. Ella conferma di aver avuto delle visione mistiche e di aver udito la voce di Dio. Le sono posti incomprensibili quesiti teologici e rivolte domande tranello per comprometterla, ma Giovanna le elude. Su insistenza degli Inglesi, Giovanna è condannata a morte per eresia. Viene arsa sul rogo il 30 maggio 1431 nella Piazza del Mercato Vecchio di Rouen. Nel 1920 la Chiesa Cattolica la proclama santa.