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I Normanni

La parola "normanno" significa letteralmente "uomo del nord". Con questo termine erano dagli europei genericamente indicati i popoli scandinavi conosciuti anche come "vichinghi".

I vichinghi furono un popolo di feroci guerrieri che dalla scandinavia giungevano sulle coste dell'europa attraverso il mare del nord per compiere scorribande e razzie. Crudeli e spietati, i vichinghi saccheggiavano città e villaggi, uccidevano indiscriminatamente uomini, donne, vecchi e bambini, profanavano le chiese e poi scomparivano rapidamente. Erano dei grandi navigatori (si spinsero sino alla Groenlandia e quasi certamente toccarono le sponde americane prima di Cristoforo Colombo) ma non dei conquistatori: non avevano infatti lo scopo di sottomettere altri popoli o di occupare territori sui quali insediarsi stabilmente, ma solo quello di depredare il nemico e ritornare in patria con un ricco bottino.

Le incursioni vichinghe tormentarono le coste inglesi e francesi per almeno tre secoli. Nel 911 il re di Francia, Carlo il Semplice, non sapendo come far fronte a questo flagello, cedette le terre settentrionali del suo Paese ad un capo vichingo chiamato Rollone, sperando così di placare la furia dei suoi nemici. I vichinghi insediati nella regione, abbandonando le loro credenze pagane, si convertirono al cristianesimo ed iniziarono a parlare il francese. Da questo momento inizia la storia dei normanni.

 

Seppur profondamente diversi dai loro antenati vichinghi per molti aspetti, i normanni non persero il loro spirito guerriero: nel 1066 attraversarono la Manica guidati dal duca Guglielmo e sbarcarono in Inghilterra. Qui, nella celebre battaglia di Hastings, sconfissero l'esercito di re Aroldo e conquistarono l'isola. Guglielmo, da allora noto come il Conquistatore, fu incoronato re d'Inghilterra nell'abbazia di Westminster. Il successo fu certamente dovuto alla straordinaria abilità dei cavalieri normanni, a quell'epoca sicuramente tra i più forti d'Europa. In Inghilterra i normanni introdussero diversi vocaboli di origine francese, cioè neolatina: è per questo motivo che alcuni termini inglesi assomigliano all'italiano. 

I valenti soldati normanni erano molto richiesti in tutta Europa come mercenari. Fu così che i primi normanni approdarono, nell'XI secolo, in Italia. Nel 1030 Rainolfo, dopo aver prestato servizio come mercenario, riuscì con la sua banda a conquistare la fortezza di Aversa. Era nato il primo stato normanno in Italia. Sempre più normanni arrivavano nella nostra penisola in cerca d'avventura. Tra questi c'erano i cinque figli di Tancredi d'Altavilla. Tre di loro si resero protagonisti di grandi imprese. 

A quell'epoca l'Italia era divisa: il Nord faceva parte del Sacro Romano Impero, al Centro c'era lo Stato della Chiesa. Al Sud la situazione era ancora più complessa. Nell'interno c'era il longobardo Principato di Benevento. Sulle coste permanevano i residui domini bizantini, mentre la Sicilia era dominata dai saraceni.  

Un figlio di Tancredi d'Altavilla, Guglielmo, conquistò la Puglia. Un altro figlio, Roberto il Guiscardo, dopo aver fatto il ladro di bestiame per alcuni anni, sconfisse i bizantini e, nel 1059, divenne duca di Puglia e Calabria. Subito dopo, aiutato dal fratello Ruggero, combattè contro i saraceni e, a seguito di una lunga guerra durata trent'anni, conquistò la Sicilia. I normanni avevano così un nuovo stato che comprendeva tutta l'Italia meridionale, con capitale a Palermo. Nel 1130 Ruggero II, figlio di Ruggero, fu incoronato re. Il figlio di Roberto il Guiscardo, Boemondo il Gigante, prese parte alla prima crociata e conquistò Antiochia. In questa città asiatica nacque un piccolo principato in cui regnarono per anni gli eredi di Boemondo.

Lo stato normanno in Italia meridionale fu uno dei più fiorenti e potenti d'Europa. Governarlo non era affatto cosa semplice, perchè la popolazione era molto eterogenea, ma i re normanni, dimostrandosi oltre che valenti soldati anche ottimi governanti, riuscirono a far convivere cattolici, musulmani e ortodossi. Scrisse un viaggiatore arabo di Palermo: "E' la più vasta e la più bella metropoli del mondo, la città di tutte le eleganze, della quale non si finirebbe mai di enumerare gli incanti".

I normanni furono anche dei grandi costruttori. In Inghilterra, Italia e Normandia hanno lasciato chiese, cattedrali e castelli, opere che possiamo tutt'oggi ammirare: celebri sono il duomo di Monreale e il Palazzo dei Normanni a Palermo. I Normanni non crearono un proprio stile architettonico, ma rielaborarono e combinarono sapientemente elementi arabi, bizantini e romani.

La società normanna era di tipo feudale: al vertice c'era il re, poi venivano i nobili e i vescovi, quindi i coltivatori liberi ed infine i servi della gleba. I più ricchi vivevano in case in muratura, i più poveri in capanne di legno e fango. Il passatempo preferito dai nobili era la caccia, ma anche la musica e il gioco (erano molto diffusi i dadi e un gioco simile agli scacchi) erano molto graditi. Scrive uno storico dell'XI secolo: "Le armi e i cavalli, il lusso nel vestire, gli esercizi della caccia in genere e della caccia col falco, sono la delizia dei normanni; ma in caso di necessità sono capaci di sopportare con incredibile pazienza ogni inclemenza del clima e le fatiche e le privazioni della vita militare".

Ovunque vissero, i normanni si integrarono perfettamente con le popolazioni locali, spesso assumendone gli usi, parlando la lingua locale e sposando donne del posto. Si comprende così come finirono col fondersi con altri popoli e perdere ogni elemento di differenziazione. Ad un certo punto ben poco a parte l'origine legava i vari normanni d'Europa. La civiltà normanna scomparve, o per meglio dire si mescolò con altre culture, senza clamore. Il dominio normanno sul Nord della Francia terminò nel 1204, con la conquista della regione da parte dei francesi, regione che però tuttora si chiama Normandia.  

In Italia l'ultima discendente della dinastia d'Altavilla, Costanza, sposò un principe tedesco; dalla loro unione nacque un figlio, il celebre Federico II di Svevia. Federico II fu un grandissimo sovrano, che dalla parte di madre ereditò il regno normanno e dal padre il titolo di Imperatore germanico. Nelle sue vene scorreva quindi per metà sangue normanno e per metà sangue tedesco, ma Federico II sentiva maggiormente le sue origini normanne e stabilì la sua corte a Palermo, corte che divenne il faro della cultura dell'epoca.