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Angelo Poliziano
QUESTA BALLATA è UN INVITO A GODERE DELLA BELLEZZA CHE FUGGE CON IL TEMPO, UN TEMA MOLTO CARO AGLI AUTORI DEL QUATTROCENTO (VEDI ANCHE IL COMPONIMENTO DI LORENZO DE' MEDICI, TRIONFO DI BACCO E ARIANNA). UN INVITO ESPRESSO CON STRAORDINARIA FRESCHEZZA E PUREZZA, ANCHE PER LA MERAVIGLIOSA CORNICE DELL'AMBIENTE NATURALE, IL VERDE GIARDINO FIORITO.
I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino
I’mi trovai, fanciulle, un bel mattino
di mezo maggio, in un verde giardino.
Eran d’intorno violette e gigli
fra l’erba verde e vaghi fior novelli,
azzurri gialli candidi e vermigli:
ond’io porsi la mano a cor di quelli
per adornar e mie biondi capelli
e cinger di grillanda el vago crino
I’mi trovai, fanciulle…
Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo,
vidi le rose e non pur d’un colore;
io corsi allor per empier tutto el grembo,
perch’era sì soave il loro odore,
che tutto mi senti’ destar el core
di dolce voglia e d’un piacer divino
I’mi trovai, fanciulle…
I’posi mente: quelle rose allora
mai non vi potre’ dir quant’eran belle:
quale scoppiava dalla boccia ancora:
qual’eran un po’ passe e qual novelle.
Amor mi disse allor: Va’ co’ di quelle
che più vedi fiorire in sullo spino.
I’mi trovai, fanciulle…
Quando la rosa ogni suo foglia spande,
quando è più bella, quando è più gradita,
allora è buona a mettere in ghirlande,
prima che sua belleza sia fuggita:
sicchè, fanciulle, mentre è più fiorita,
coglian la bella rosa del giardino.
I’mi trovai, fanciulle…
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