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I Templari
La storia
Le origini dei Templari risalgono al 1118, anno in cui sorse l’Ordine dei “Poveri Cavalieri di Cristo”, con lo scopo di difendere il Santo Sepolcro, riconquistato dai cristiani dopo la prima crociata. Il re di Gerusalemme, Baldovino II, li alloggiò nella moschea di Al-Aqsa, che sorgeva sulle macerie del Tempio di Salomone: da qui il nome di Templari con cui da allora furono indicati gli appartenenti all’ordine. Scrive Guglielmo di Tiro:
“…nel 1118 alcuni pii nobili timorosi di Dio, del rango di cavalieri, e devoti al Signore, professarono di voler vivere perpetuamente in povertà, castità ed obbedienza. Al cospetto del patriarca si votarono al servizio di Dio come regolari canonici. I primi e i più illustri tra questi furono Hugues des Payns e Geoffroy de Saint-Omer.”
Un altro personaggio ebbe una importanza fondamentale nella storia dei Templari: San Bernardo di Chiaravalle. Egli elaborò la regola dell’Ordine; con il De laude novae militiae, esaltò le virtù del nuovo ordine nel Concilio di Troyes (1128), argomentando a favore della fusione tra valori religiosi e militari:
“...il Cavaliere porta la spada come ministro di Dio, loda i buoni e punisce i malvagi, uccide con sicurezza e muore con baldanza perchè giova a se stesso quando muore e a Cristo quando uccide, se muore infatti non perisce, ma giunge alla meta...”

Nasceva insomma una casta di monaci-soldati, una novità assoluta per la società di quel tempo, ancora basata sulla rigida distinzione tra laboratores (coloro che lavorano), oratores (coloro che pregano) e bellatores (coloro che combattono).
Il Concilio di Troyes legittimò i Templari e, a partire da esso, la Chiesa decise di sostenere l’Ordine con convizione. Nel 1139 papa Innocenzo II statuì l’esonero dal pagamento di tasse e gabelle per il nuovo ordine, il quale era tenuto a render conto del proprio operato solo al Pontefice. Nell’ordine confluivano intanto esponenti di spicco della nobiltà europea. Crescevano a dismisura le donazioni e i lasciti di denaro e terreni a favore dei Templari, i quali andarono così accumulando ingentissime ricchezze e vasti possedimenti in tutta Europa.
Nascevano così le Commanderie Templari, disseminate in tutto il continente, centri di potere economico, politico, religioso e militare. I Templari indossano una tunica bianca con una croce rossa. Quando non combattevano, pregavano e lavoravano la terra. I Templari divennero anche banchieri, esercitando anche l’usura. Le loro ricchezze si accrescevano sempre più. La regola restava comunque molto rigida, con precise prescrizioni riguardo al modo di mangiare, di vestire, di atteggiarsi; vietava il contatto con le donne, la caccia, il gioco dei dadi e, più in generale, qualsiasi forma di svago; imponeva, quindi, una condotta di vita molto spartana (la sveglia era fissata alle quattro d'inverno e alle due d'estate, e c'era l'obbligo di dormire armati, per essere pronti a qualsiasi evenienza).
L’Ordine era strutturato secondo una rigida gerarchia, al vertice della quale c’era il Maestro, affiancato dal Maresciallo che guidava le operazioni militari. L’amministrazione di ciascuna Commanderia era affidata ad un Commendatario. Alla base della piramide vi erano i Fratelli, che costituivano il vero e proprio “corpo” dei Templari.
I Templari furono valenti guerrieri. Combatterono con grandissima audacia, senza temere la morte, affrontando impavidamente eserciti nemici molto superiori per numero. Combatterono non solo in Palestina, ma anche in Spagna contro i Mori, nell'Europa orientale contro i Mongoli. Si calcola che, in meno di due secoli, dodicimila Templari persero la vita combattendo in Terra Santa. Dopo la caduta di Gerusalemme in mano agli infedeli il comando templare si trasferì a San Giovanni d’Acri, che costituì l’ultima roccaforte cristiana in Terra Santa. Nonostante la strenua difesa dei Templari, la città cadde in mano ai nemici nel 1297; il quartier generale templare fu trasferito prima a Cipro e poi a Parigi.
La fine dei Templari arrivò improvvisamente. Il loro enorme potere politico ed economico iniziava ad essere visto con sospetto in Europa, in particolare in Francia, dove l’Ordine era potentissimo. La Chiesa non sembrava più disponibile ad offrire loro protezione. Il 13 ottobre 1307 il re di Francia, Filippo IV, ordinò l’arresto in massa di tutti i Templari presenti in terra francese, compreso il Maestro Jacques de Molay, e la confisca dei loro beni, rivolgendo loro queste accuse:
“I frati dell'ordine della milizia del
Tempio, lupi nascosti sotto un aspetto da agnello e sotto l'abito dell'ordine,
insultando in modo sciagurato la religione della nostra fede, sono accusati di
rinnegare il Cristo, di sputare sulla croce, di lasciarsi andare ad atti osceni
al momento dell'ammissione all'ordine: essi si impegnano con il voto che
proferiscono, e senza timore di contravvenire alla legge umana, a darsi l'uno
all'altro, senza rifiutarsi, se vengono richiesti...”
I Templari furono accusati di blasfemia, idolatria, eresia, sodomia: si imputava loro di adorare un idolo chiamato Baphomet. Dietro queste accuse infami si celava lo scopo del re di Francia di incamerare i beni dell’Ordine per far fronte alla grave crisi economica in cui versava il Paese e di eliminare un potere considerato pericoloso per la monarchia.
I Templari arrestati furono sottoposti a
processo e barbaramente torturati per estorcere loro delle confessioni. Nel 1312
il papa francese Clemente V, molto vicino a Filippo IV, nel Concilio di Vienne,
dispose la soppressione dell’Ordine. Due anni più tardi, venivano condannati al
rogo il Maestro e altri Templari che avevano ritrattato le loro confessioni
estorte con la tortura.

La leggenda
Sembra che il Maestro, prima di essere bruciato
sul rogo, avesse maledetto i suoi carnefici. Clemente V e Filippo IV morirono
entrambi nel giro di pochi mesi. Si diffuse così la leggenda della maledizione
dei Templari. Ma questo non è che uno dei tanti misteri associati all’Ordine. Vi
è chi sostiene che sia da qualche parte nascosto il tesoro dei Templari,
costituito dal Sacro Graal, dall’Arca dell’Alleanza, dalla Croce di Cristo,
nonché da altre relique sacre e ingentissime ricchezze. Qualcuno afferma
addirittura, sulla base di alcune osservazioni, che i Templari avessero
scoperto l’America due secoli prima di Colombo: i Templari avevano allestito una
grande flotta in un porto bretone, cosa insolita perché le rotte commerciali
erano racchiuse nel Mediterraneo; le caravelle di Colombo avevano vele bianche
con una croce rossa, il grande esploratore poteva aver basato le sue certezze
sulla conoscenza dell’esperienza segreta dei Templari. Un altro mistero riguarda
la presunta attribuzione ai Templari di segrete conoscenze architettoniche, il
che consentirebbe di spiegare come siano d’improvviso potute sorgere le maestose
cattedrali gotiche, che rappresentano un esempio di una maestria architettonica
che stupisce tuttora. Cattedrali che si inserirebbero in un complesso quadro
esoterico: tutte rivolte verso est, unite insieme formerebbero la costellazione
della Vergine Maria. Secondo altre leggende, tutte collegate all’esoterismo, i
Templari avrebbero esercitato l’alchimia, avrebbero posseduto la Sindone,
avrebbero edificato Castel del Monte. E la loro attività sarebbe continuata in
segreto anche dopo il Concilio di Vienne.
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